Davide Montella, 27 Settembre 2018

Volkswagen: dal 2020 il piano “Elettrica per tutti”

Alla base la flessibilità della piattaforma MEB.
È la nuovissima piattaforma modulare elettrica MEB, il punto di partenza per tutti i futuri modelli a propulsione elettrica di Volkswagen. È così che la Casa ritorna allo spirito delle origini, con l’intento di produrre vetture a batteria alla portata di tutti. Se le attuali Volkswagen a batteria sono costruite adattando l’accumulatore alla scocca normale, con la MEB prima è stata progettata la fonte di energia e la struttura è stata disegnata di conseguenza. Per questo, il pianale è piatto, le ruote sono agli estremi della vettura, con sbalzi ridotti, il motore è posteriore (ma potrà essere montato anche quello anteriore, nelle 4×4) e il gruppo del climatizzatore è spostato nel vano anteriore, liberando spazio sotto la plancia per poter alloggiare l’unità per un head-up display eccezionalmente ampio.

 

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Più flessibilità, meno costi.
La flessibilità della piattaforma MEB permette di variare sui veicoli della gamma carreggiata, passo, l’alloggio di ruote da diametri diversi. Ciò rende quindi possibile realizzare auto di tutti i segmenti, a partire dalla compatta ID (che è l’elettrica corrispondente alla Golf) fino ai SUV (e-Crozz tipo T-Cros) ed alle pratiche monovolume (come e-Buzz), con abitabilità molto ampia rispetto alle dimensioni del corpo vettura e con autonomie di tutto rispetto (con la batteria di base l’obbiettivo è di percorrere 330 km, misurati nel ciclo WLTP, e di superare i 550 con l’accumulatore più prestante).
Ecco come i costi scenderanno: la Casa prevede di vendere la ID (pile incluse) allo stesso prezzo di una Golf diesel.

Accumulatore pronto al cambiamento.
La batteria è molto più semplice di quelle attuali, per facilitare la produzione e abbattere i costi, ma è dotata di raffreddamento e riscaldamento e i moduli (che si possono sostituire singolarmente) sono disegnati in modo da accogliere sia le celle prismatiche sia quelle a busta, così da far fronte a sviluppi futuri e adattarsi ai prodotti di fornitori diversi (quattro, quelli già previsti). La Volkswagen non ha comunicato i valori di capacità e di peso delle batterie, quindi non è noto il dato della densità di energia dell’intero accumulatore.

100 km in dieci minuti.
La ricarica potrà avvenire con la corrente alternata con potenza fino a 11 kW, in funzione del caricabatterie montato, e con corrente continua fino a 125 kW, il che consentirà di ripristinare 100 km di autonomia in circa dieci minuti. In futuro, per semplificare l’operazione, la piattaforma MEB accetterà anche la ricarica senza fili.

Funzionalità on demand.
La progettazione ex novo della MEB ha consentito di sviluppare anche un’architettura elettronica interamente nuova, costantemente connessa al web, che si potrà aggiornare e arricchire di funzioni nel corso di tutta la vita della vettura: il calo di prezzo della componentistica permette infatti di montare tutte le dotazioni previste anche sul modello base e il cliente potrà acquistare in qualsiasi momento ulteriori funzionalità del sistema, come per esempio il navigatore.

Grandi ambizioni.
Il primo modello basato sulla nuova piattaforma arriverà nel 2020, ma si potrà ordinare già dall’anno prossimo. Le previsioni di vendita delle elettriche basate sulla MEB sono ambiziose: i vertici di Volkswagen prevedono di ottenere un aumento che va re dalle 150.000 unità iniziali a circa un milione di auto all’anno entro il 2025.elettriche per tutti volkswagen

#VolksElektrischerWagen

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